Nella mia personale classifica delle attuali priorità, questo blog - l'avrete capito - non è proprio al primo posto. Pensandoci bene forse non è neanche nella top ten.
Sono stato un po' (tanto) in giro, ho visto cose, incontrato persone. Parte delle ragioni che mi hanno tenuto lontano dal blog sono legate al mio post precedente (che ormai, ahimè, risale a quasi un mese fa). Voi penserete: chissà quali incredibili sviluppi ci saranno stati nella vicenda! Ebbene, nessuno. Ho ricevuto ancora un paio di telefonate e poi basta. Mi è stato detto che il mio capo superdirigente si è opposto alla mia cessione ad un suo rivale nella personale gara a chi ce l'ha più lungo. "Tu quanti ingegneri c'hai sotto?"...."Io 3. E tu?"..."4!!! Ho vinto! Tiè!".
In sostanza è tutto come prima, anche se in lontananza si odono i tuoni lontani della lotta tra titani. Uno che non vuole cedere e l'altro che ha deciso che mi deve avere a tutti i costi. Anche se neanche sa chi sono. Ormai è un fatto personale ("Tu non me lo vuoi dare? E allora lo voglio ancora di più!").
Non mi conosce. Già. Infatti l'altro superdirigente che ora ha questo impellente bisogno di annoverarmi tra i suoi schiavi è il capo di Squalo, quello che era venuto in avanscoperta da me. Fatto sta che ora, per qualche strano motivo, da merdaccia insignificante sono diventato oggetto del desiderio, prezioso bijoux da possedere e sfoggiare.
Prima il mio attuale capo aveva sporadici contatti con me. Un po' perchè è a Roma, un po' perchè non gliene poteva fregare di meno di vedermi o sentirmi. Ora è il mio migliore amico. Mi chiama quasi ogni giorno e mi reclama a Roma almeno 2-3 volte al mese. Prima l'altro superdirigente non aveva mai sentito il mio nome e soprattutto non gli sarebbe mai interessato sentirlo. Ora parla di me coi vari CEO, CFO, CTO, insomma...Tutti i Chief Qualcosa Officers dell'azienda. I quali, presumo, gli rispondano: "Chi?!?". Nonostante ciò, si ostina a considerarmi prossimo membro del suo rinomato schieramento. Il che dovrebbe lusingarmi, non fosse che si tratta solo di un suo capriccio, totalmente avulso da ogni stima reale nei miei confronti.
In ogni caso, per ora cavalco l'onda. Viaggio come un rappresentante, partecipando a riunioni con un sacco di bella gente e arrotondando il mio misero stipendio. Inoltre cercherò di tirare sul prezzo che riuscirò a strappare a chiunque riuscirà a prendermi/trattenermi. Pensate quello che volete, ma al momento il lato economico è l'unico che mi interessa. Non perchè sia arido e gretto, ma perchè il mio attuale lavoro mi piace veramente, e quello che andrei a fare cambiando capo sarebbe altrettanto appagante dal punto di vista professionale.
Comunque non mi sono assentato dal blog solo per questo. Ho fatto l'orto, ho risistemato il giardino, ho tentato di salvare un pulcino caduto dal nido (purtroppo senza successo, nonostante il mio impegno), ho cercato i nomi per due micine appena sfornate dalla gatta della mia ragazza, ho imparato a fare il formaggio,... Insomma, c'ho avuto da fare...
Certe persone hanno il potere di scombussolarti. Tempo prima hanno sconvolto la tua esistenza per poi andarsene proprio quando ormai avevi imparato come trattarli, lasciando in te un senso di vuoto e smarrimento, spesso accompagnato da sfiducia e apatia. Quando poi ti sei ripreso e la tua vita ha nuovamente assunto una piega ottimistica, seppur tra alti e bassi, eccoli che tornano a stravolgere tutto di nuovo, come un tornado che, a intervalli più o meno regolari, piomba improvviso sulla quiete apparente di certe cittadine del Kansas per ribaltarle e rimescolarle nelle fondamenta e costringerle a ricominciare da capo.
Tempo fa avevo un capo, chiamiamolo Squalo, per via delle sue attitudini antropofaghe (in senso lato, ovviamente...). Fu lui ad assumermi nella mia attuale azienda. Mi fece credere di essere importante, fondamentale, e che sarei cresciuto insieme a lui (lui molto più di me, ovviamente. Beninteso.) Invece gli serviva solo un pivello con tanta voglia di fare e ancora poche cicatrici lavorative; quelle che ti rimangono quando ti rivoltano come un calzino e dalle quali dovresti imparare la lezione per la volta successiva. Divenne presto dirigente, abbandonandomi in un gruppo allo sbando dopo che lo aveva lasciato per nuovi e più lucrosi lidi. Dopo di lui, impiegai un bel po' a raccogliere i cocci delle mie belle speranze e a rimboccarmi nuovamente le maniche, ovviamente facendo tesoro dell'esperienza. In questo senso mi ha insegnato molto più lui di tanti altri.
Quando ormai navigavo tranquillo, un giorno si ripresentò, aprendomi gli occhi su nuovi orizzonti e delineandomi una sicura carriera dirigenziale se avessi accettato una posizione per cui io ero proprio l'ideale. In realtà aveva bisogno di una sorta di terminale remoto che, parcheggiato a tempo indeterminato in un paesino sperduto dell'Arizona, gli consentisse di attingere informazioni basilari e nello stesso tempo proseguire i suoi maneggi in patria volti alla conquista di vette per noi mortali inimmaginabili. Come detto, a quel tempo avevo già una cicatrice, peraltro non ancora lisciata dal tempo ma ancora bluastra in quanto recente. Gli risposi di no, ma per alcuni mesi fui convinto di aver gettato al vento le mie possibilità di carriera e sprofondai nella rabbia e nella rassegnazione: sarei ammuffito in Produzione con un capo incapace (il sostituto di Squalo) e dei colleghi serpenti e ignoranti (di cui ho largamente parlato secoli fà nei miei primi post). Poi, come succede sempre, mi risollevai e finalmente ora mi ritrovo a fare un lavoro decente con colleghi decenti.
Oggi Squalo è tornato.
"Come stai? Puoi venire un momento in corridoio? Devo chiederti una cosa..."
Film già visto. Mi alzo lentamente e lascio Furio solo nell'ufficio dicendogli che non mi ci sarebbe voluto molto.
"Senti", dice lui, "Come va? E' un po' che non ci vediamo..."
"Già" (proprio un dejà-vue. Stesse parole, stesso fare vago. Ci gira intorno ma prima o poi arriva al punto.)
"Allora...Ti trovi bene? Qui in Logistica, intendo..."
"Sì, sì...Non mi posso lamentare...E tu? Che aria tira ai piani alti?"
"Tirano venti di cambiamento, mio caro! Ma non voglio annoiarti con le mie vicissitudini" (che tradotto significa: fatti i cazzi tuoi. Stai al tuo posto che 'ste cose non sono degne di te! Merdaccia!)
"E così ti trovi bene..."
"Eh, sì... D'altronde, dopo così pochi mesi..."
"Già, già..."
"..."
"Ma comunque, se ti proponessero nuove posizioni, nuove opportunità di carriera, tu le considereresti, giusto?"
"Me le stai proponendo?"
"No, no! Figurati! Era così per dire..."
"..."
"Comunque non io...Un'altra persona... Mi ha detto di una certa posizione, con un ruolo ben preciso... Sembrerebbe fatto apposta per te..."
"E di cosa si tratta?"
"Ah, be', no... Adesso non ti posso ancora dire niente. Volevo solo sapere se sei "blindato" oppure se posso considerarti disponibile a un approccio... Nel caso, allora, posso farti contattare da questa persona?"
"Un orecchio non si nega a nessuno... E' il buco del culo che invece terrei a conservare integro"
"HA, HA, HA...sei proprio forte...Allora ci conto, eh?"
"Ok, ma non ti prometto niente. Io sto bene dove sono" (Cioè: dammi più soldi, più benefits e magari anche un avanzamento e allora se ne può parlare. Non avrai la mia pelle gratis, bastardo!)
"Bene, bene... Sei un grande! Ciao!" (trad.: ma vaffanculo!)
"Sei proprio forte! Stammi bene! A presto" (trad.: ma vaffanculo tu!)
Ogni giorno ricevo (e scrivo) decine di email di lavoro e non. Siccome alcune fanno molto ridere per via di errori grammaticali o contenuti piuttosto comici, ho deciso di pubblicare tre estratti, tanto per gradire.
1) Il latinista mancato con il braccino corto
"...Data l'importanza del documento, verrò a consegnartelo di persona A BREVI MANI..." (NdR: dicesi "brevi manu" l'espressione latina per "consegnare di persona")
2) Affetta da congiuntivite
"...Innanzitutto, spero che avete trascorso una gioiosa Pasqua e spero che avete mangiato tanta cioccolata..." (NdR: il primo non era una svista...)
3) Fisionomista
"...Certo che il prof. Rossi non è cambiato proprio per niente" (NdR: a proposito del prof. Bianchi, convenuto al raduno degli ex liceali e impietosamente in copia nell'email. Il prof. Rossi non era potuto venire...)
4) Ostrogoto o solo amante degli acronimi?
"Oggetto: Programma EFA IRS Ph. 3. Team offerta CMA AMI.
A fronte del SOW e della RFQ si prega di produrre ASAP le segg.: ROS, ROA, ROI e VAE. Per il 2008 si assume un WACC del 12%. Per Risk mngt valutare IRR. Si richiede inoltre la compilaz. di WBS preliminare con esplicitaz. varie WBEcca. Per planning produrre GANTT con opportuna valutaz. lead e lag. Applicare CCM e CPM al diagramma." (NdR: c'è poco da spiegare...)
La raccolta continua...
Chi ha la mia età, sicuramente ricorderà un film di un po' di anni fà intitolato Compagni di Scuola (se non mi sbaglio...Non ho voglia di Googleare per verificare). E' un film in cui un gruppo di ormai 35/40enni si incontrava ad una riunione di ex compagni di liceo.
A me è successa la stessa cosa. Dopo ben 15 anni a qualche pazzo è venuto in mente di organizzare la rimpatriata, cui erano invitati anche rispettivi consorti/fidanzati/figli. Ho rivisto gente che ricordavo per come si mostravano nelle foto di classe, quelle foto tristissime dove in genere si vedono i giovani virgulti della società allineati su due o tre file coi pantaloni a vita alta e i maglioni di due taglie più grandi mentre sostengono orgogliosi un cartello con su scritta la classe e la sezione cui appartengono. Bene, li ho riconosciuti tutti, anche se effettivamente i segni del tempo erano evidenti. Non avendo vissuto insieme questi ultimi 15 anni, è stato come lasciarli per poi rivederli il giorno seguente, dopo che nella notte è scoppiata una centrale nucleare tipo Cernobyl.
Con orrore ho pensato: "Ma allora anche io non sono poi così figo come credo di essere...Anche io ho tutto il peso di questi duri anni di studio e lavoro sulle spalle...Anche io ho la metà dei capelli che potevo vantare al liceo...".
Guardo disperato la mia ragazza. Lei capisce. Mi stringe più forte la mano che già cingeva e scuote lievemente il capo. Mi sento già meglio. Anche se probabilmente mente sapendo di mentire. Pero' a fin di bene...
Già, la mia ragazza...Quella poverina si è ritrovata, lei 23enne, a una festa di 34enni suonati. Ad un certo punto mi bisbiglia in un orecchio: "Mi sembra di stare a una di quelle riunioni Genitori-Figli che si facevano a liceo...". Ha dovuto sorbirsi un sacco di domande tipo: "E voi quando vi sposate?" (Lì erano tutti sposati tranne un paio che, a giudicare da come guardavano quelli coniugati, pero' ambivano al dorato anello); "A quando un figlio?" (Alla festa erano presenti più bambini che in un asilo); "Certo che è giovane. Ma dove l'hai trovata? Ti apposti fuori dalle scuole come i pedofili?"; e via dicendo...
Nel complesso, pero', è stata una serata piacevole. Ho riscoperto i buoni rapporti con alcuni e le rivalità con altri. Ci siamo ripromessi di risentirci, di non aspettare altri quindici anni, di scriverci, perchè adesso con l'email è facile...
Probabilmente, come mio solito, ci provero'. Normalmente sono sempre restìo, poichè so benissimo che se non c'è niente ad accomunare delle persone, è quasi certo che l'idillio finirà presto. Pero' sono sempre il primo a cercare di scrivere, di telefonare. Salvo poi vedere che nessuno mi risponde o che si inventano scuse e che il redivivo rapporto va scemando in poche settimane. Vedremo...
Oggi voglio arricchire il mio diario - perchè in fondo è di questo che si tratta - di una nuova pagina che mi permetta di ricordare un altro famigerato esemplare di collega malriuscito. Quasi certamente, tra qualche anno, lo avrò completamente cancellato dal mio personale database a causa della nullità del suo essere e della totale inconsistenza dell'interesse che suscita in me un tale personaggio.
Babbo Natale, dunque. Perchè questo nome? Niente a che vedere con le Feste. Molto più banalmente è identico alle rappresentazioni allegoriche del vecchio panzone con la barba bianca. E' solo un po' più giovane e, per come mi immagino io Santa Claus, decisamente più basso. E' molto più simile, forse, a un vecchio nano di Biancaneve...
Mansioni aziendali dell'individuo: sconosciute. Ho fatto domande in giro. A parte risposte tipo "non ne ho idea", "credo lavori per...aspetta...adesso mi sfugge...ma forse mi confondo!" e soprattutto "CHI???", non ho raccolto molti indizi. E' nell'ufficio accanto al mio. Punto. E' un fautore del già citato Fancazzismo. Quando non striscia i piedi nel corridoio con un bicchierino di plastica in mano, sta seduto alla sua scrivania (peraltro molto più figa della mia...) e fà veramente ribrezzo: capelli unti, manine grassoccie e sudate, una delle quali artiglia il mouse. Sguardo fisso sul monitor. Afflosciato nella seggiola girevole con il panzone che gli arriva al mento. Gli manca solo una lattina di birra appoggiata sull'ombelico e il quadro sarebbe perfetto. Sta così, immobile. Per ore. Nessuno sa cosa faccia. Nessuno sa per chi lavori. A stento qualcuno conosce il suo nome, ma solo perchè è sulla targhetta. Infatti è anche burbero. Sta sempre da solo, lo sguardo incazzato da "tu-mi-stufi". All'inizio - quando ancora ero un povero ingenuotto che vedeva tutto rosa - lo salutavo sempre quando ci si incrociava. Non mi ha mai risposto. E' una di quelle persone che mi fanno incazzare da morire. Non sai chi io sia? Non ti ho mica insultato! Rispondi al saluto, no? Mica ti chiedo di abbracciarmi e di andare a farci un drink! Basta un "ciao"!! Niente. Ti guarda come se tu avessi appena lanciato un rutto nel corridoio. Ora è un pezzo che non lo saluto più. Quando mi vede, adesso assume l'espressione offesa. Della serie "ma guarda questo qui che neanche mi saluta!". E' proprio stronzo!
In mensa mangia da solo, ma questo non è necessariamente indice di sfiga o di antipatia. Meglio soli che male accompagnati, come si dice... la sua stronzaggine vien fuori quando deve ordinare le portate. Normalmente le persone educate salutano l'inserviente di turno, gli si chiede un piatto di quello o di quell'altro e poi si ringrazia. A volte mi sono ritrovato accanto a lui in fila con il vassoio. Ecco il suo tipico dialogo con la cuoca:
Cuoca: "Buongiorno! che le servo oggi?"
Lui, serio serio, indica col dito una pietanza e grugnisce.
Cuoca: "Vuole questo? Ci metto il formaggio?"
Altro grugnito. Ormai lo conoscono. Significa sì...
Cuoca: "Prego! Arrivederci!"
Lui: "Mpfh...!"
Ogni tanto ascolto le sue telefonate. In genere non mi faccio i fatti degli altri. E' che ci divide un muro di carton-gesso e lui sbraita come un'aquila. Credo che VOGLIA che gli altri lo sentano. Per qualche assurdo motivo è convinto che quello che dice ci renda tutti quanti invidiosi di lui. Ha la cadenza del maranza arricchito che descrive la sua nuova Porsche. Peccato che dica solo stronzate. Tipo: "Cosa vuoi...ormai non conviene più investire nell'Immobiliare...Io per fortuna non l'ho mai fatto. Ho risparmiato un bel po'! io sì che sono furbo...". Oppure: "l'Italia è un Paese che fà schifo. Se fossi io a governare vedresti che risultati! Solo che non ho mai voluto buttarmi in politica... Un ambiente troppo di merda!". Già...molto meglio stare qui a fare un cazzo tutto il giorno... In sostanza, comunque, non l'ho mai sentito parlare di lavoro. Si fa sempre e solo i cavoli suoi. L'altro giorno ho scoperto che vende profumi ai colleghi. Non mi stupisce più di tanto. Molti qui hanno un'attività alternativa da svolgersi durante l'orario di quella principale. Abbiamo persino un massaggiatore Shiatzu (o comecacchio si scrive) e un allevatore di cincillà. Furio, poi, è un fioraio, come vi avevo già detto. Che bel quadretto aziendale, vero? E non stiamo neanche fallendo! Anzi, andiamo a gonfie vele! L'Alitalia deve avere proprio il Malocchio, come ha affermato l'ormai ex CEO Maurizio Prato. Se no non si spiega l'imminente fallimento... Dipendenti peggiori dei nostri dove li avrebbero trovati?
Potevo chiudere senza parlare di Furio? Domanda retorica...Ovviamente no! Ieri riceve una telefonata dalla moglie. Un altro funerale da organizzare questo fine settimana. Quando mette giù la cornetta mi dice: "E' il terzo che tira le cuoia questa settimana!" e ride... Devo ammettere che è piuttosto cinico. Si vede che è come i dottori...A forza di veder morire la gente non gli fà più effetto. Lo guardo interrogativo. Così aggiunge:
"In questi giorni cambia la Luna..."
"Ah, già... Giusto...Dimenticavo..."
Cammino claudicante lungo il corridoio. L'ufficio è sempre troppo distante, ad almeno qualche decina di metri e di gradini di troppo. Sguardo basso, concentrato, cerco di sembrare il più normale possibile. Sprono il mio ottimismo. Dài! Ti sta passando. Adesso non sembri neppure più il Dottor House e non devi più prendere l'ascensore.
Lancio qualche saluto sorridente ai colleghi che incrocio lungo il tragitto. Sta per iniziare una nuova giornata di lavoro. In lontananza vedo lui: il "ragazzo delle macchinette". E' un manzo di un metro e novanta, sempre molto gentile e sorridente. Si occupa di ricaricare i distributori automatici di schifezze. Ha sempre una parola buona e una pacca sulla schiena per tutti. Di sicuro mi conosce ma non ci siamo mai incrociati e quindi non ho mai goduto dei suoi saluti entusiastici. Stavolta è inevitabile. Viene nella direzione opposta. Oggi ci sarà una pacca anche per me. Già mi sento meglio solo all'idea. La nuvoletta nera che in genere mi accompagna fino alla mia seggiola si sta già dissolvendo.
Il corridoio è lungo. Prima di arrivare a portata di saluto deve incrociare altri due colleghi che camminano nella mia stessa direzione. Incontra il primo.
"EEEEEEEEHIIIIII!!! Giovanni! Come và oggi?" (Manata sulla schiena) "Tua moglie, quella baldracca? Sta bene?" (risata goliardica e sguaiata) "Qua un abbraccio vecchio mio! Passa da me poi che ti regalo una merendina!"
Arriva all'altezza del secondo.
"Pasqualeeee!!! Amico mio!! Come butta?" (abbraccio stritolatore) "Lo vuoi un caffè? Tiè pigliati la mia chiavetta...E' quella della ditta. Credito Illimitato. Poi ridammela, pero', eh?" (Risata e pacca sulla schiena)
Viene il mio turno. Chissà come mi saluterà! Ci vuole proprio uno come lui in azienda. Non lo conosco molto, pero' mi sa di uno schietto, sincero, che ti fa star bene. Ecco! Tocca a me...
"...'giorno..."
Be'? Tutto qui? Un "buongiorno" masticato? Niente pacca? Niente merendina o caffettino? Niente. Tira dritto, come se avesse incrociato il direttore del personale, quello stronzo che vuole che gli si dia del Lei e lo si chiami Dottore anche se non ha la laurea...
Sono molto triste: probabilmente la mia fama di orso scorbutico mi ha preceduto e non sono degno di confidenze. Niente slanci di simpatia con me. Solo distacco e insofferenza. Devo proprio essere una persona orribile...
Dietro di me sento una voce bisbigliare: "Hei, Will! Non saluta neanche te, vero?"
"Renato! Ciao... No, non mi saluta..."
"Eh, che vuoi... fà le feste solo a chi và sempre alla macchinetta del caffè. Io, come te, non ci vado mai e quindi alza appena il sopracciglio in segno di saluto quando mi vede..."
Hai capito il paraculo! Saluta solo i seguaci del fancazzismo. E più fai un cazzo più le dimostrazioni di affetto si fanno sentire da parte sua... Babbo Natale per lui sarà praticamente un fratello! (B.N. è un altro mio collega cintura nera terzo dan di fancazzismo. Ne parlerò prima o poi...)
Ieri sono tornato in palestra dopo un po' di inattività. E' stato bello ritrovare l'universo che ricordavo vagamente. Mandrie di tamarri depilati e artificialmente abbronzati. Ma soprattutto sgrammaticati.
Nello spogliatoio, oltre a me, c'è un ragazzone ben piantato che si sta specchiando da un bel po' alla ricerca di peli superflui. Entrano altri due manzi buzziconi.
"Uè, Toni! Anche tu qui?"
"Minkia, Tore! Cia' Michael! C'eravate anche voi di là? Se vi avessi visto prima mi sarei messo vicino a voi..."
"Eh?"
"Dicevo: SE VI VEDEVO PRIMA MI METTEVO VICINO A VOI..."
"Aaaahhh, sì sì..."
Insomma: se vuoi far parte della loro tribù devi dimenticare di aver imparato i congiuntivi. Quel poveraccio, che per qualche strano motivo ne aveva assimilato l'uso, evidentemente preferisce adeguarsi pur di non essere escluso da quell'elite...
Io invece ho andato a squola e se dovrei usare i congiuntivi, non mi tirerei indietro...
Alcuni aneddoti riguardanti le mie recenti trasferte.
1. Trenitalia. Ovvero: l'efficienza e la puntualità
Arrivo in stazione, pronto a partire per Firenze. Il mio treno non ci arriva direttamente ma devo cambiare a Bologna. Pero' ha un vantaggio, penso io: si forma a Torino, cioè nella stazione da cui parto, ergo non può essere in ritardo.
Povero illuso! Mezz'ora prima dell'ora ufficiale di partenza il tabellone lo dichiara già "delayed" di 15 minuti...Mah!
Durante il viaggio, invece di recuperare, noto che il treno accumula ulteriore ritardo. Siccome la coincidenza a Bologna mi parte 30 minuti dopo l'ora cui sarei dovuto arrivare da Torino, comincio a preoccuparmi. Altri passeggeri hanno il mio stesso problema e decidono di andare nello scompartimento accanto per far presente la cosa al controllore. Decido di unirmi alla combriccola.
Il controllore è in realtà una controllora. O controlloressa o comecavolo volete chiamarla. Insomma, una donna. Ma questo poco importa ai fini del racconto. Ascoltati i nostri argomenti, alla domanda: "come possiamo fare?", lei decide candidamente di risponderci col benevolo sorriso della mamma che sta per dare un prezioso consiglio ai figlioletti sprovveduti.
"So già che vi arrabbierete per ciò che sto per dirvi..." (e allora perchè cazzo ce lo dici? Sei masochista?)
"...Pero', cari miei,..." (cari miei? Abbiamo mai mangiato insieme io e te?)
"...quando sapete che dovete cambiare treno, dovete pensare di arrivare con almeno due ore ufficiali di anticipo sulla coincidenza! Mezz'ora non basta! Dovete mettere in conto che il treno arriverà in ritardo!" (Ma che piffero di consiglio è? Tu, dipendente Trenitalia, oltre a sfottermi, mi dici pure che è ovvio che i treni italiani arrivino sempre in ritardo? Ma io ti uccido!)
Com'è ovvio, vista anche la premessa della solerte donna-controllore, ci incazziamo... Vista la mala parata, l'ottima dispensatrice di consigli aggiunge: "Se foste passati da Milano invece che da Bologna probabilmente non avreste perso la coincidenza". Udite le ultime parole esconel corridoio alla ricerca di un corpo contundente. Non lo trovo. Le è andata bene...
A Bologna, appena arrivato, chiedo a un tipo in uniforme Trenitalia se il treno per Firenze è già partito. "Certo! Dieci minuti fa'". Quindi: il mio treno doveva arrivare alle 16:16; l'altro doveva partire alle 16:46; quindi il mio treno era in ritardo di almeno 40 minuti. Trovo conferma dall'orologio della stazione. Vado all'Assistenza Clienti e mi faccio autorizzare il cambio di treno per prendere il successivo. Noto che sul biglietto scivono: "si autorizza su Treno Pinco Pallo num. xxxxxx perchè Treno num. yyyyy in ritardo di 30 minuti". Mi giunge un sospetto. Così, per curiosità, chiedo qual è il ritardo minimo per poter chiedere il rimborso del biglietto. "31 minuti!" è la risposta... Ah, ecco... Bastardi!
2. Fiumicino. Chissà che test devono passare per essere assunti in Alitalia...
Questo è breve, ma degno di nota. In coda per salire sull'aereo. Per intenderci, al gate, dove ti strappano il biglietto e ti controllano il documento. Noto che lo steward di terra ha l'occhio un po' spento e lavora un po' sottotono. Tant'è che dopo un po' un suo collega decide di unirsi a lui per sveltire le manovre. Ci sono solo due persone davanti a me, quindi decido di restare nella fila del bradipo. Passa un'eternità. Finalmente tocca a me. Allungo carta d'imbarco e carta d'identità. Quando mi restituisce il tutto biascica qualche parola che capisco a stento: "Poi questa la recupera, eh?!", mi dice indicando il mio documento, che è già in mano mia.
"Scusi? Cosa recupero io?", chiedo, non certo di aver compreso.
"La carta d'identità. La recupera, poi. Mi raccomando!"
Continuo a non capire, ma per paura di far la figura del fesso che non comprende il gergo aeroportuale e per non dilungare ulteriormente le pratiche d'imbarco, annuisco e passo oltre...Sull'aereo chiedo delucidazioni a una hostess. Mi ride in faccia. Quelle parole non hanno senso neppure per lei...Mah!
3. Ovviamente Furio!
Seconda trasferta. Si va a Roma. Siccome non c'ero, ha organizzato tutto Furio, che stavolta viene con me.
Furio: "Allora ho fissato il primo volo, quello delle 6:45"
Will: "Ma sei matto? Mi devo alzare alle 4 per prendere quel volo!"
Furio: "Eh, anch'io... sarà dura, eh?"
Will: "Ma non potevamo prenderne uno dopo?"
Furio: "Sì, pero' così arriviamo prima..."
Disarmante... prima per cosa? La riunione è il giorno dopo. A Roma, quella mattina, nessuno ci aspetta...Perchè partire all'alba? Avrei voluto argomentare con Furio, ma lui non sente ragioni. Ormai è prenotato. Così arriviamo presto...
A Roma. Prendiamo l'auto per raggiungere l'azienda. Ovviamente Furio l'ha presa a suo nome. Guida lui. Mavaff...
Noto che, invece di prendere l'autostrada (tempo di percorrenza circa 30 minuti), svolta per la litoranea (arriveremo in azienda dopo un'ora e un quarto).
Will: "Perchè vai di qua?"
Furio: "Così vediamo il mare. Sei contento?"
Will: "Fossimo in Sardegna ti direi di sì. ma Torvajanica sembra una baraccopoli abusiva su un mare decisamente poco invitante!"
Furio: "Proprio vero... Uno scandalo! Dovrebbero fare qualcosa!"
Io prima o poi l'ammazzo! Mi fa alzare alle 4 per visitare Torvajanica... che fa schifo pure a lui. Per la cronaca siamo arrivati in azienda alle 11. Furio ha voluto anche fermarsi a prendere il caffè sul lungomare...
Finita la giornata di lavoro, arriviamo in albergo.
Will: "A che ora ci vediamo per andare a cena?"
Furio: "Mah...Io direi un po' prima delle sette".
Guardo l'ora. Sono le 18:47... Ho appena il tempo di provare la chiave della camera e buttare dentro il trolley. Questo è matto... Provo a tirare sull'ora. Niente da fare. Arrivo comunque con un quarto d'ora di ritardo. Dovevo andare in bagno e cambiarmi. Si è un po' incazzato, ma chissenefrega...
In macchina. Will: "Dove si và?" (Io non conosco molti posti in zona. E' Furio l'esperto del luogo)
Furio: "C'è un posto carino ad Anzio..."
Will: "Anzio? Non conosco. E' distante?"
Furio: "Nooooo... Sarà un'oretta di macchina!"
Will: "Ma sei fuori??? Non so tu, ma io sono in piedi dalle 4! Se tutto và bene siamo a letto a mezzanotte e domani dobbiamo andare presto per la riunione!"
Furio: "Se non c'è traffico..."
Niente. Non sente ragioni. Sfrutta pure la leva del mio senso di colpa ("Veramente mi faresti andare da solo?"). Bastardo! Io invece sono un buono... Mannaggia a me! Ovviamente troviamo coda... Arrivo in camera distrutto. Il giorno dopo sono una specie di straccio ciancicato e devo pure sostenere una riunione importante. Alla sera ho deciso: se faranno un referendum per l'eutanasia voterò a favore. In quel momento ne avrei avuto bisogno. Non volevo più soffrire...
4. Svampa, la segretaria tuttofare.
Prima di partire per le trasferte.
Svampa: "Controlla se è tutto a posto. Ho già fatto tutto!" ("GIA'"??? Ma se parto domani e ho dovuto fare straordinario per aspettare che mi dessi tutti i biglietti!!!)
Veloce controllata.
Will: "Guarda che qui c'è scritto che la macchina la ritiro il 13, ma io arrivo l'11...Inoltre io arrivo alla stazione, mentre qui dice che la macchina mi aspetta a Peretola, l'aeroporto..."
Svampa: "Ah, non vai in aereo?"
Will: "No... Infatti mi hai fatto i biglietti per il treno..."
Correzione in corsa, sperando che ci sia un'auto disponibile con così poco preavviso... C'è! Ma è una panda modello base con sole tre porte. E io ci devo fare il viaggio da Firenze a Roma con tanto di ernia e mal di schiena correlato...
Per la seconda trasferta.
Svampa (a me e Furio): "Controllate se è tutto a posto"
Ognuno controlla la propria documentazione. La trasferta è molto semplice. Tipico volo+hotel per me. Volo+auto+hotel per Furio. Sembra ci sia tutto.
All'aeroporto.
Will: "Furio, sai mica dove sono i terminali per il fast Check-in di Air One?"
Furio: "Perchè Air One? Alitalia, vorrai dire!..."
Furio e io abbiamo il volo alla stessa ora, ma con due compagnie differenti... In generale sarebbe un errore fastidioso della segretaria... In questo caso l'ho accettato come una benedizione. Un'ora e più senza Furio, dopo essermi alzato alle 4, è decisamente una specie di ricostituente...
Notizia incredibile! lo so, non crederete alle vostre orecchie. Vi chiederete come mai non è stato dato il giusto risalto nei telegiornali... ma come si fa, dico io, ad ignorare un fatto del genere?
Oggi non c'è il sole.
Purtroppo non piove, e forse questo è il motivo per cui il primo fatto ha meravigliato ma non scatenato la gioia del popolo piemontese. "E' solo un po' malato. vedrai che tra un po' esce e sarà di nuovo come tutti gli altri giorni", mi dice Furio. Sarà, ma io spero ancora che arrivi l'acqua...
Lo so che parlare del tempo è una delle cose più irritanti in una conversazione. Un po' come dire: "Non so di cosa altro parlare. Mi sei talmente indifferente come persona che non mi stimoli alcuno scambio di idee che non sia uno sterile commento della palese situazione atmosferica". Se l'argomento è insulso per un dialogo fra Cristiani, figurarsi per un blog, che dovrebbe attrarre la curiosità di lettori altrimenti privi di un motivo per leggerti (ma chi voglio prendere in giro? Lettori? Quali lettori? Tolti parenti e amici me lo scrivo e me lo leggo da solo... ma tant'è...).
Dicevo, parlare del tempo è l'ultima spiaggia delle menti inaridite, pero' io, sempre molto attento al clima, all'ambiente, al progressivo degradarsi del notro vilipeso pianeta, sebbene non sia un attivista di Greenpeace, io sono preoccupato. Qui finisce a schifìo, come in Sicilia. Andremo a sciare sulle dune del deserto della Val di Susa. Organizzeremo gare automobilistiche su jeep color cachi offuscando la notorietà della Parigi-Dakar. Insomma, il Piemonte si sta desertificando!
Per dirla tutta - non me ne vogliano gli amici romani che l'altra volta si sono sentiti offesi perchè ho osato criticare il loro clima - ieri ho sentito i miei colleghi di Pomezia. "Meno male che non sei venuto! Qui il tempo è brutto. Piove e fà freschetto. PERO' E' PASSEGGERO!"
Passeggero! Ogni volta così. E' sempre un caso, ma da loro fà brutto e qui a Torino sembrava di stare in spiaggia. Per curiosità, visto che da un po' seguo le previsioni del tempo in preda al panico di una visione futuristica tragica stile Mad Max, ho dato un occhiata su Meteo.it. Dava pioggia e maltempo OVUNQUE, tranne che su una piccola area del Nord-Ovest il cui baricentro era Torino. Pioveva persino a Cuneo, che proprio non si trova agli antipodi. Mentre sul Torinese il sole giallo dello schemino risaltava come un prete sulla neve, così in contrasto com'era con le nuvole grigie e nere che lo circondavano. Il commento diceva che sulla Torino-Savona, tratto montano, ovviamente, addirittura nevicava! Ma qui no! "Una ristretta area di alta pressione si è assestata sulla zona centro-settentrionale del solo Piemonte".
Ancora una volta niente precipitazioni. Oggi in radio ho sentito che è scattato già da un po' l'allarme ecologico. Le solite polveri sottili. Quest'anno, a causa dell'assenza di piogge, a Torino si è superato il livello massimo per ben 35 volte, più di una volta ogni due giorni. Il commentatore diceva che si ritiene già grave una situazione in cui il superamento del limite avviene per oltre 30 volte, ma all'anno! Non dopo soli due mesi!
Forse quando prendo in giro i miei colleghi romani può sembrare che io sia orgoglioso del fatto che il Piemonte stia diventando come Miami o Los Angeles e che presto saremo soprannominati la "Terra del Sole". In realtà faccio la danza della pioggia ogni giorno, come quel tizio della pubblicità che balla come Flash Dance fra le tende degli Indiani. Qui, se non piove, sono cazzi! Il Po è ormai un ruscello. Il mio orto sembra la Death Valley. Ci mancano solo i serpenti a sonagli e le iguane. I fiori nascono già secchi, pronti per il put-pourri. Il pino del mio giardino, in base alla legge della selezione naturale di Darwin, si è trasformato in un cactus. Al cane già gli si sono ingrossate le orecchie, come alle volpi del deserto. Il frigorifero arranca e sembra un elicottero. La mia pelle sta già diventando più scura. Purtroppo le parti intime rimangono le classiche mitteleuropee. Mai che me ne vada bene una!
Concludo questo post catastrofico con una nota positiva che risale a ieri, anche se è fuori tema rispetto al titolo. Ultimamente, avendo di nuovo qualche problemino di schiena (pure!), non riesco a godermi le mie serate come vorrei. In preda alla noia, ieri mi son detto: "Per tirarmi su il morale ci vorrebbe proprio un bel film di Bud Spencer e Terence Hill" (amo spaziare. Perchè se leggo Proust nessuno c'ha niente da ridire?). Guardo la TV impolverata. Cerco per almeno un'ora il telecomando, che chissà chi l'aveva messo in quel cavolo di cassetto. Accendo. Il canale già sintonizzato è Rete 4. La sigla è inconfondibile. Sono gli Oliver Onions, quindi si tratta inequivocabilmente di un film del magico duo. Infatti si trattava di "Due superpiedi quasi piatti". Mitico...E poi dico che non credo alle coincidenze!
WILLIAM FOSTER È IL PROTAGONISTA DEL FILM "FALLING DOWN" DEL 1993, MEGLIO NOTO IN ITALIA COME "UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA". OVVIAMENTE NON È IL MIO NOME. SEMPLICEMENTE MI SENTO UN PO' COME LUI. NON A QUEI LIVELLI MA IN PARTE REPRIMO IL DESIDERIO DI REAGIRE COME HA FATTO LUI NEL FILM. ECCO COME NASCE QUESTO BLOG: È LA MIA MAZZA DA BASEBALL VIRTUALE, IL MIO MITRA CHE USA LE PAROLE INVECE DEI PROIETTILI...